di Alessandro Corniani e Massimiliano Seregni

 

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Arese è il comune dove viviamo e che intendiamo tutelare.

 

 

I giochi dei parchi pubblici sono stati messi a norma in seguito alla nostra segnalazione, il centro sportivo è stato messo a norma tutelando così l'incolumità dei cittadini in seguito ad una segnalazione.

 

Oggi, finalmente Arese ha un Sindaco e per questo lanciamo una nuova proposta che  solo l’amministrazione comunale potrà sviluppare e che sicuramente potrà, se correttamente articolata e strutturata, ottenere il patrocinio di autorità sovracomunali e mirare ad ottenere finanziamenti.

 

Un'iniziativa che mira ancora una volta alla salvaguardia della salute ed alla tutela del bene primario di ogni persona: la vita e la salute. 

 

LA PREMESSA

 

In seguito della drammatica morte in campo del pallavolista Bovolenta e del calciatore Morosini, considerato che un tempestivo intervento avrebbe potenzialmente salvato loro la vita, il legislatore nazionale si é occupato della dotazione e dell’utilizzo di defibrillatori semiautomatici (DAE: defibrillatore automatico esterno), presso le associazioni sportive. strumenti in grado di fare ripartire con una scarica elettrica il cuore in caso di fibrillazione ventricolare.

Il testo del Decreto c.d. Balduzzi, prevede in merito: "Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un'attivita' sportiva non agonistica o amatoriale il Ministro della salute, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministro delegato al turismo e allo sport, dispone garanzie sanitarie mediante l'obbligo di idonea certificazione medica, nonche' linee guida per l'effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione e l'impiego, da parte di societa' sportive sia professionistiche che dilettantistiche, di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita."

 

qui trovate le linee guida o decreti attuativi del ministero

 

qui il testo della legge Regione Lombardia del 23/01/2013

 

Di notevole importanza anche il decreto 18 marzo 2011 determinazione dei criteri e delle modalità di diffusione dei defibrillatori automatici esterni di cui all'articolo 2, comma 46, della legge n. 191/2009.

 

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L'arresto é una situazione nella quale il cuore cessa le proprie funzioni, di solito in modo improvviso , causando la morte del soggetto che ne é colpito . ogni anno, in Italia, circa 60000 persone muoiono in conseguenza di arresto cardiaco, spesso improvviso e senza essere preceduto da alcun sintomo o segno premonitore.

 

La Morte Cardiaca Improvvisa colpisce infatti individui di ogni età, ragazzi e bambini compresi, anche se spesso sono apparentemente in buone condizioni di salute. In Italia ogni settimana muoiono più di 10 bambini di arresto cardiaco.

 

Ricordiamo inoltre che, secondo alcuni studi, un bambino su circa 500 è affetto da cardiomiopatie spesso non diagnosticate che, nel corso di un normale esercizio fisico, possono provocare un arresto cardiaco improvviso. Altro comunissimo incidente è un colpo accidentale al centro del torace, cosa comune nel calcio o in altri sport fisici, che può portare ad arresto cardiaco.

 

La letteratura internazionale ha dimostrato che in caso di arresto cardiaco improvviso un Intervento di primo soccorso, tempestivo ed adeguato, contribuisce, in modo statisticamente significativo, a salvare fino al 30% in più delle persone colpite.

 

La percentuale di sopravvivenza per chi è colpito da arresto cardiaco è connessa alla tempestività del soccorso con la quale si interviene: diventano di massima importanza quindi il tempo ed i mezzi.

 

In particolare é dimostrato che la maggiore determinante per la sopravvivenza é rappresentata dalle compressioni toraciche esterne (massaggio cardiaco) applicate il prima possibile ed anche da personale non sanitario, Senza queste tempestive manovre , che possono essere apprese in corsi di formazione di poche ore, il Soccorso successivo ha poche probabilità di successo.

 

A questo primo fondamentale trattamento deve seguire, in tempi stretti, la disponibilità di un defibrillatore semiautomatico esterno che consente anche a personale non sanitario di erogare una scarica elettrica dosata in grado, in determinate situazioni, di far riprendere un'attività cardiaca spontanea. l'intervento di soccorso avanzato del sistema di emergenza del 118 completa la catena della sopravvivenza.

 

 

 

 

Guarda il video per comprendere l'importanza del problema ed i rischi

 

Uno studio effettuato su 13.769 pazienti con arresto cardiaco ha mostrato che la sopravvivenza aumenta del 9% quando la rianimazione viene eseguita da un testimone prima dell’arrivo dei soccorsi; percentuale che sale al 38% nel caso in cui il testimone abbia usato tempestivamente il defibrillatore.

 

In presenza di un arresto cardiaco difficilmente il servizio di emergenza è in grado di raggiungere il soggetto da soccorrere nei 4/6 minuti di tempo che rimangono prima che sopravvengano gravi danni celebrali dovuti al mancato trasporto di ossigeno da parte del sistema cardiocircolatorio.

 

Dopo 10 minuti dall’arresto cardiaco, le probabilità di salvezza per il paziente sono praticamente nulle.

 

 

A Piacenza, nel 1999, sono stati distribuiti 39 defibrillatori esterni semiautomatici per una popolazione di 26000 persone: 12 in postazione fisse, 12 su autoambulanze e 15 su macchine della polizia; grazie a questa distribuzione di mezzi, più del 40% dei casi di arresto cardiaco sono stati trattati da volontari o da personale esperto e, dopo due anni dall’inizio del progetto, il tasso di sopravvivenza è aumentato dal 4,3% al 15.5%.

 

Un esperimento simile a Brescia, con 49 defibrillatori in ambulatori e autoambulanze, ha portato ad un incremento del tasso di sopravvivenza del 70%.

 

Negli Stati Uniti ed in molti paesi europei, sopratutto nei paesi con un elevato numero di anziani, questi dispositivi si trovano ovunque e fanno parte del quotidiano.

 

Ad Arese sappiamo che il numero degli over 65 è in rapida crescita.

 

Superare la paura di utilizzare un defibrillatore diventa fondamentale per la salvezza di molte vite.

 

Per questa ragione secondo il legislatore occorre che le tecniche di primo soccorso diventino bagaglio di conoscenza comune e diffusa, che sia tempestivamente disponibile un defebrillatore e che sia presente personale non sanitario certificato all'utilizzo.

 

L'intervento del Legislatore Nazionale e Regionale:

LE SOCIETA' SPORTIVE DOVRANNO DOTARSI OBBLIGATORIAMENTE DI DEFIBRILLATORE

 

Alla luce di questi dati, dando priorità alla tutela della salute e della vita, il legislatore ha stabilito che entro ottobre 2013 tutte le società sportive professionistiche dovranno dotarsi di defibrillatori semiautomatici. Quelle dilettantistiche, invece, avranno tempo fino all’ottobre 2015.

 

Per società dilettantistiche si intendono quelle di cui al comma 17 art 90 della legge 27 dicembre 2002 n, 289 e per professionistiche quelle di cui al capo II della legge 23 marzo 1981 n 91

 

Tali obblighi non si applicano a dilettantistiche che svolgo attività sportiva con ridotto impegno cardiocircolatorio, quali bocce (escluse bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili.

 

L'attività fisica regolare é in grado di ridurre l'incidente di eventi correlati alla malattia cardiaca coronarica e di molte altre patologie, tuttavia l'attività fisica costituisce di per sé un possibile rischio di arresto cardiocircolatorio per cause cardiache e non cardiache

 

Sembra ragionevole affermare, quindi, che i contesti dove si pratica attività fisica e sportiva, agonistica e non agonisticamente possa essere scenario di arresto cardiaco più frequentemente di altre sedi. La defibrillazione precoce rappresenta in tal caso il sistema più efficace per garantire le maggiori percentuali di sopravvivenza.

 

Se si considera che la pratica sportiva é espressione di promozione, recupero o esercizio di salute, sembra indispensabile prevedere una particolare tutela per chi la pratica, attraverso raccomandazioni efficaci e attuabili secondo le evidenze scientifiche disponibili.

 

Un primo livello di miglioramento é strettamente correlato alla diffusione di una maggiore specifica cultura, che non sia solo patrimonio delle professioni sanitarie ma raggiunge la maggior parte della popolazione. Non meno improntante é l'estensione della tutela sanitaria non soltanto dei professionisti dello sport agonistico ma anche é soprattutto di quanti praticano attività sportiva amatoriale e ludico motoria,

 

Per questo il ministero della Salute  nelle sue linee guida ha evidenziato l'opportunità di dotare di defibrillatore anche i luoghi quali centri sportivi e palestre ed ogni attività nel quale si svolge attività in grado di interessare l'attività cardiovascolare.

 

Le società potranno anche accordarsi con i gestori degli impianti perché siano questi a farsi carico degli oneri relativi alla presenza di defibrillatori ed alla loro corretta manutenzione quindi anche le società sportive Aresine dovranno misurarsi a breve con quest’obbligo di legge.

 

il defibrillatore deve essere collocato in luoghi accessibili e deve essere facilmente riconoscibile: il cartello indicatore della posizione DAE con gli adesivi "defibrillatore disponibile" deve essere ben visibile e posizionato all'ingresso

 

Le società sportive e, ove previsto, i gestori degli impianti sono tenuti ad informare tutti i soggetti che a qualsiasi titolo sono presenti negli impianti (atleti, spettatore, personale tecnico, ecc) della presenza dei dae e del loro posizionamento mediante opuscoli e cartelloni illustrativi o qualsiasi altra modalità ritengano utile (video, incontri riunioni)

 

La società é responsabile della presenza e del regolare funzionamento del dispositivo

Il Parlamento europeo ha invitato gli Stati Membri a istituire una Settimana di sensibilizzazione dedicata all’arresto cardiaco al fine migliorare la conoscenza e la formazione dei cittadini e degli operatori sanitari alla rianimazione cardiopolmonare.

 

Questa settimana si terrà in Italia tra il 14 e il 20 ottobre 2013 con l’obiettivo di realizzare una ampia gamma di eventi volti a informare le diverse fasce della popolazione italiana circa la rilevanza dell’arresto cardiaco e l’importanza di conoscere e saper eseguire le manovre che possono salvare la vita: manovre semplici e sicure che, chiunque di noi, anche senza una preparazione sanitaria specifica, è in grado di attuare quando è testimone di un arresto cardiaco.

 

Leggi qui l'utilità pratica di questi presidi.

 

 

 

LA NOSTRA PROPOSTA

"DEFIBRILLIAMO ARESE"

 

Alla luce di queste risultanze proponiamo al Sindaco , alla Giunta, ai Consiglieri comunali di dare vita a questa iniziativa che abbiamo denominato DEFIBRILLIAMO ARESE.

 

1.Considerata l’importanza della presenza e la diffusione di defibrillatori semiautomatici (DAE) in caso di emergenza e di personale non medico istruito in grado di usarli per poter salvare la vita dei cittadini, riteniamo sia utile non attendere la scadenza del termine finale indicato dalla normativa e dotare da subito le palestre comunali (ove operano società sportive dilettantistiche) di siffatti presidi a spese del Comune di Arese.

 

2. la presenza di Defibrillatori semiautomatici all’interno delle palestre permetterebbe chiaramente agli istituti scolastici di poter contare sulla loro presenza in caso di necessità e poter intervenire per tutelare la salute di tutti gli alunni e del personale.

 

3.Inoltre, crediamo sia utile avviare a livello comunale un progetto diretto non solo alla fornitura dei defibrillatori automatici nelle palestre comunali (estensibile anche al palazzo comunale, farmacia, sede dei vigili, oratorio, biblitoeca...) ma anche alla formazione di persone sul territorio in grado di utilizzarli in caso di emergenza e di necessità coordinando tali iniziative formative con ASL, AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza), associazioni e Regione Lombardia.

 

Un arresto cardiaco può colpire chiunque senza preavviso ed in qualsiasi situazione, indipendentemente dall’età, dal sesso e dalle condizioni fisiche.

 

In caso di arresto cardiaco, provocato da fibrillazione o tachicardia ventricolare, se non trattato in tempo, al trascorrere di ogni minuto riduce la possibilità di sopravvivenza di un individuo del 10%. Superato il limite dei 10 minuti la possibilità di vita à è ridotta a rarissimi casi.

 

Non occorre attendere l'evento per poi  dopo intervenire e dire: potevamo evitarlo.

 

di Alessandro Corniani e Massimiliano Seregni

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leggi i riferimenti sul sito  AREU regione lombardia

Un articolo dove si comprende l'importanza di questi presidi Leggi qui

Documenti utili a comprendere l'importanza:

http://www.puntosicuro.it/incendio-emergenza-primo-soccorso-C-79/primo-soccorso-C-83/defibrillatori-gli-obblighi-di-collocazione-la-formazione-all-uso-AR-12556/

http://news.pmiservizi.it/news/sicurezza-news/obbligo-defibrillatori-associazioni-sportive.html

 http://www.fitnesstrend.com/dettaglio/Notizie/Leggienorme/LenuovelineeguidaperlutilizzodeidefibrillatorinellesocietsportiveinLombardia.html

 
 

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