LA NUOVA FARAONICA BIBLIOTECA:


LE FANTASIE DI CHI SPENDE MILIONI DI EURO

 E LA REALTA' DEI SOLITI POLLI SPENNATI

 

 

 

(24/11/2015) Presso il parco del Centro Sportivo sono stati abbattuti altri alberi e nonostante i grandi proclami dell'assessore e del Sindaco sul “consumo zero”, altro cemento è ormai destinato a sostituire il verde in quel polmone verde di Arese.

 

Al suo posto una faraonica biblioteca che costerà, in un periodo di crisi economica, di aumento delle rette della casa di riposo, di taglio dei servizi, la bella somma di tre milioni e mezzo di Euro.

 

Ignoti i costi di manutenzione e ignoto anche quanto costerà e chi pagherà per gli arredi.

 

Curioso anche il fatto che in fase di aggiudicazione dei lavori non ci sia stato sostanzialmente alcun significativo “ribasso d'asta”.

 

Molti cittadini si domandano se serviva davvero un'opera del genere quando le casse pubbliche piangono, gli edifici comunali necessitano di manutenzione, ai cittadini vengono chiesti enormi sacrifici, le esigenze degli aresini sono altre e nel 2015 i libri si chiamano anche e soprattutto e-book.

 

Tempo fa, su Facebook si discuteva della futura biblioteca e l’Assessore alla Cultura per giustificare la futura opera postava un link al documento preparato da CSBNO (costato, insieme alla letterina di Babbo Natale, la fantastica mostra di totem in piazza, l'apertura di un profilo Fb e altre amenità) a tutti noi la significativa somma di euro 10.004,00)

 

 

 

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Incuriositi, abbiamo analizzato tale documento ed abbiamo scoperto alcuni dati che ci hanno fatto porre alcune domande.

 

Primo punto: analisi parziale e costi futuri del Centro Civico.


Per sostenere l'esigenza di una nuova biblioteca, nel documento vengono presentati i dati statistici e sociali di Arese per poi arrivare ad un confronto con alcune biblioteche ed evidenziare così che i costi dell'attuale sono nella media e ad Arese c'è un basso rapporto tra numero di Abitanti e superficie della biblioteca.

 

Considerato che Arese conta 19000 abitanti, il paragone viene giustamente fatto con altri paesi con una popolazione simile. Pertanto, vengono scelte le biblioteche del consorzio bibliotecario che servono comuni con una popolazione compresa tra le 18800 a 25200 persone. Quello che tuttavia non si riesce a comprendere è il motivo per cui nell'analisi vengono inseriti anche altri cinque paesi (da 17400 a 25500 abitanti) non appartenenti al consorzio e quindi con realtà geograficamente differenti.

Incuriositi abbiamo deciso di verificare con un’analisi grafica cosa l'aggiunta di queste biblioteche non appartenenti al Consorzio potesse implicare in termini di bontà dell'analisi.

 

In questo grafico trovate tutte le biblioteche considerate nell'analisi del Consorszio Bibliotecario. A lato trovate il costo per abitante e sulla base il numero di abitanti.


 


Come si vede Arese (in rosso) costa 20,44 Euro per abitante e tale costo, leggermente più caro delle altre strutture, si mostra tutto sommato in linea con le altre biblioteche considerate.

 

Quindi, leggendo questi dati potremmo concludere che la spesa di euro 20,44 per abitante è normale e che la Biblioteca di Arese “non è così cara per le tasche dei suoi cittadini”.

 

Ma ecco la sorpresa, se togliamo i paesi non appartenenti al Consorzio, otteniamo un grafico assolutamente diverso. Arese infatti risulta la seconda biblioteca più cara !!!


 


Un'altro dato che lascia sorpresi è la riga nera che rappresenta la media del costo per abitante delle biblioteche appartenenti al Consorzio (Euro 14,53 per cittadino).

 

Questo elemento ci fa capire che per ottenere tale valore medio le biblioteche mancanti (e non utilizzate nell'analisi dal Consorzio Bibliotecario), hanno probabilmente costi molto minori rispetto a quelle utilizzate nell'analisi e che, contrariamente a prima, quando potevamo pensare che un costo superiore ai 20.-€ per abitante fosse la normalità, ora abbiamo un solo caso in cui i cittadini per la biblioteca pagano più degli Aresini.


Questo grafico mostra quindi una situazione differente da quello precedente e sarebbe bello avere un quadro complessivo e reale in quanto, se già oggi la Biblioteca di Arese costa più degli altri comuni, cosa accadrà domani con la nuova e chi pagherà ?

 

Come fare per ottenere il quadro completo della situazione?

 

Chi ha prodotto l’analisi (Consorzio Bibliotecario) aveva sicuramente tutti i dati (del consorzio Bibliotecario) per poter lavorare ma, come visto, stranamente non ha indicato i costi delle altre biblioteche meno costose ed appartenenti al consorzio stesso.

 

Per cercare di ricavare il dato abbiamo preso i dati di tutti i paesi partecipanti al Consorzio dal sito web di CSBNO, i valori ISTAT della popolazione al 2012 (medesima scelta di CSBNO) e i bilanci di tutti i Comuni da cui abbiamo estrapolato i costi delle biblioteche al 2013.

 

Visto che i valori di questi ultimi dati variano di pochi punti percentuali rispetto a quelli usati da CSBNO (calcolati con una semplice moltiplicazione...) e che i risultati ottenuti sono coerenti, abbiamo potuto calcolare i dati mancanti per rappresentarlo in maniera adeguata.

 

Questo il grafico che si ottiene inserendo il costo per abitante e il numero di abitanti.


 

Da questo grafico si ottengono ora risultati incredibili.

 

La biblioteca di Arese è tra le più care in assoluto di tutto il consorzio per ciò che concerne il suo mantenimento ed è molto superiore alla linea di tendenza che rappresenta il costo medio per abitante date le dimensioni di un paese.


Questo risultato, in vista della costruzione della nuova faraonica biblioteca, ci ha impressionato e ci siamo posti alcune domande:
 

- Perché CSBNO per supportare l'esigenza di una nuova biblioteca ha voluto rappresentare solo alcuni paesi del Consorzio e non tutti?

 

- Quali sono le differenze con le altre realtà che portano la Biblioteca di Arese ad avere dei costi così elevati per la popolazione?

 

Punto secondo: le dimensioni

 

Dai dati dell’analisi portata come motivazione dell'esigenza di una nuova biblioteca, è indicato che per ogni 1000 Aresini ci sono 18.37 mq di biblioteca.

Se moltiplichiamo questo numero per 19056 abitanti e dividiamo per 1000, otteniamo i metri di biblioteca oggi (secondo quel calcolo) esistenti  circa 350 mq totali.

 

Raffrontando questo valore con le biblioteche prese ad esempio dal Consorzio, avremmo un dato assolutamente inadeguato: dai 361mq di Cusano Milanino ai quasi 1800mq di Novate Milanese (record di costo per abitante con i suoi 25.49€).

 

Quindi ad Arese serve certamente una nuova biblioteca.

 

 

Tuttavia anche questo numero non torna.

 

Da un articolo su QuiArese scritto quando la Giunta ha presentato il progetto (http://www.quiaresecitynews.it/index.php/cronaca/cronaca/3135-ecco-come-sara-la-nuova-biblioteca.html), si evince che l'attuale Biblioteca di Arese possiede circa 900mq e che la futura costruzione presenterà circa 1900mq.

 

Da questi punti la seguente domanda:

 

  • Arese possiede 350 mq e quindi è inadeguata come risulta dall'analisi del Consorzio o 900 mq e quindi già di dimensioni ottimali?

 

In ogni caso, un dato appare evidente, qualunque sia l’area dell'attuale biblioteca, il progetto prevede da più di 2 volte a più di 5 volte l’area attuale che costa già oggi 20,44 euro per abitante.

 

Non vogliamo fare di tutte le erbe un fascio ma ci pare di capire che il debito pubblico sia alle stelle, si parla tanto di contenimento della spesa pubblica e le risorse dei Comuni e di CBSNO stesso non siano infinite (http://rho.milanotoday.it/crisi-biblioteche-csbno-5-marzo-2015.html). Aggiungiamo anche che i soldi del centro Commerciale a breve finiranno ed il rischio è che i costi di gestione e manutenzione della nuova bilblioteca ricadranno inesorabilmente sulle solite tartassate tasche dei cittadini.

 

Quindi ci domandiamo e domandiamo ai nostri amministratori: sono stati previsti e quali sono i costi stimati da questa struttura? Quale sarà l’impatto sul cittadino di Arese che già si vede contribuire con una somma molto superiore alla media CSBNO? Se i costi di mantenimento fossero troppo alti, come si è pensato di far sì che alcuni di questi siano coperti da privati (bar, spazia a pagamento) e non dagli abitanti di Arese, indiscriminatamente? Con quali soldi si pensa di arredare la faraonica struttura?

 

Punto terzo: il luogo “non luogo”


Nell’analisi posta alla base dell'esigenza della nuova biblioteca si legge che “La biblioteca/terzo luogo è fisicamente facile da raggiungere senza dover prendere la macchina perché la sua scala è sempre locale, di quartiere del quale diventa un punto fisico di riferimento sempre utile per localizzare le persone, da lì tutti passano, per far emergere i personaggi pubblici, per attivare informali punti di transazione di rapporti economici, imprenditoriali, pubblici senza le difficoltà della burocrazia.”.

 

Apprezziamo questa necessità di visione ecologica ma... nell’introduzione, il presidente del CSBNO, Nerio Agostini scrive: “Questo progetto, inoltre, viene a collocarsi in un momento di trasformazione istituzionale molto importante: la nascita della Città Metropolitana. Non si tratta solo di una generica trasformazione dell’Istituzione Provincia bensì di un vero e proprio processo che chiama ciascun territorio a ridefinirsi in un ambito più vasto capace, da una parte, di essere unitario e dall’altra di valorizzare le identità che lo compongono. La progettazione della nuova biblioteca di Arese pensiamo debba e possa inserirsi in questo processo nel quale la nuova struttura che verrà realizzata sarà capace di connettersi in maniera armonica ad un territorio più vasto della sola città, ma dovrà anche essere capace di costruire un’identità che la caratterizzi e la valorizzi.”.

 

Per favore, spiegateci meglio come si conciliano le due affermazioni.

 

Si tratterà di una realtà locale (e quindi raggiungibile principalmente a piedi o in bicicletta) o di una realtà che dovrebbe raccogliere altre utenze della Città Metropolitana (e quindi necessitante di diverso approccio viabilistico e di sosta)?

 

 

Le risposte


Visto che l’Assessore alla Cultura ha posto questa analisi a commento di un post su un social network e che queste domande gli sono state poste poco dopo (meno approfonditamente), ci saremmo aspettati un segnale, un cenno, una risposta politica. Abbiamo atteso invano prima di strutturare bene le domande.


Ci aspettiamo delle risposte? Spesso le risposte vengono fornite quando le domande sono facili. A volte le domande non sono così facili e le risposte sono così palesi che nessuno vuole rispondere pubblicamente.

 

Noi aspettiamo fiduciosi intanto il cemento avanza, le casse piangono, i fondi del centro commerciale finiscono ed i cittadini, come sempre … spennati da una pubblica amministrazione non in grado di considerare le reali esigenze e necessità della cittadinanza.