I parchi gioco Aresini: quando possiamo sentirci sicuri?

Le responsabilità

Dopo avere esaminato i parchi gioco di Arese, ci siamo chiesti come fare a considerare sicura la presenza di bambini in un determinato luogo, quali sono le Norme che definiscono quando un parco giochi è sicuro e di chi sia la responsabilità in caso di incidente.

Gli incidenti accadono: a volte sono dovuti all’istinto di scoperta e di sfida del pericolo caratterizzanti lo sviluppo psicomotorio di un bambino, a volte alla presenza di strutture fatiscenti a causa di una cattiva manutenzione o alla mancanza delle Norme di sicurezza adeguate.

Le responsabilità, in caso di incidente, vengono valutate caso per caso e possono essere attribuite:
 

  • al fabbricante o importatore o distributore delle strutture qualora, all’origine, queste non siano state definite conformi a Norme tecniche di sicurezza

  • al personale dell’Amministrazione o al gestore che ha attrezzato l’area (comune, scuola, centro commerciale...) nel caso in cui l’incidente sia dovuto a non corretta installazione o manutenzione delle attrezzature

  • agli accompagnatori (educatori, genitori...) che hanno il dovere di vigilare affinché sia fatto un uso corretto e ragionevolmente prevedibile delle attrezzature messe a disposizione

Partiamo dall’ambito applicativo: il parco giochi è uno spazio attrezzato aperto al pubblico e/o a clienti di strutture private, custodito o incustodito, destinato all’attività ludica di bambini e ragazzi, solitamente fino all’età di 14 anni. Esempi: il cortile dell’asilo nido, il campo giochi di quartiere, dell’oratorio o di condominio, una zona gioco di parco urbano ma anche le attrezzature di ristoranti, bar, villaggi turistici e balneari come anche centri commerciali (segnamolo subito: potremmo averne bisogno...).

Sono quindi escluse da questa definizione le aree sportive attrezzate quali campi da basket, tennis, pallavolo, calcetto, calcio ma anche luna park, fiere, strutture temporanee e parchi gioco di tipo avventuroso perché devono seguire delle Norme a loro specifiche.

Le Norme cui andremo a fare riferimento sono le EN UNI 1176 e le EN UNI 1177 che definiscono la conformità delle attrezzature e la corretta installazione e manutenzione e la UNI 11123 che definisce le regole di progettazione dei parchi e delle aree gioco all’aperto.

Quelle che a noi importano maggiormente sono le EN UNI 1176-1 fino a -6 che regolano i requisiti generali di sicurezza (e i metodi di prova) così come i requisiti specifici di sicurezza (e i metodi di prova) per altalene, scivoli, funivie, giostre e attrezzature a dondolo. Queste Norme devono essere osservate dal costruttore delle attrezzature che ne prende piena responsabilità. Qualora le attrezzature fossero importate e rivendute da terzi, la responsabilità ricade anche su di loro. A questo fine, su tutte le attrezzature cui fa riferimento la norma, dovremmo vedere un’etichetta leggibile in maniera permanente recante il nome e l’indirizzo del produttore, il codice di riferimento dell’attrezzatura e l’anno di fabbricazione, il numero e la data della Norma tecnica comunitaria cui l’attrezzatura è conforme e l’età d’uso consigliata.

Nei parchi gioco aresini abbiamo visto spesso queste etichette (non sempre!) ma possiamo discutere molto sulla leggibilità delle stesse, anche sulle strutture che si presentavano in buone condizioni.

Notevole importanza - abbiamo avuto modo di vederlo nei campi gioco aresini! - prende la norma UNI EN 1176-7 che guida all’installazione, ispezione, manutenzione e utilizzo delle attrezzature.

La responsabilità della corretta installazione e manutenzione ricade infatti sui proprietari e gestori delle aree gioco, sui datori di lavoro delle strutture scolastiche e ricettive e sui responsabili degli Uffici Tecnici comunali e di Enti Pubblici in genere.

L’articolo 2051 del Codice Civile prevede il Danno cagionato da cosa in custodia: “Ciascuno é responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.”.

Di riflesso, in caso di utilizzo dei giochi da parte dei bambini e di danni causati a questi da parti danneggiate o mancanti delle strutture, la responsabilità si premumerà a carico del Comune e dei suoi responsabili. Il Comune per non essere condannato al risarcimento dei danni dovà dimostrare il caso fortuito (inteso come evento esterno ed imprevedibile). Ovviamente, l'assenza di regolare manutenzione sarà elemento in grado di confermare che l'evento era assolutamente prevedibile ed evitabile se solo si fosse provveduto alla regolare manutenzione del gioco come prescritto dalle norme tecniche di sicurezza.

Dal punto di vista penale : in caso di Lesioni personali lievi, gravi o gravissime o peggio di decesso del minore causato dall'assenza di manutenzione il comune (in persona di chi aveva il dovere di intervenire) potrà essere anche querelato/denunciato, processato e condannato per lesioni personali e/o omicidio colposo.

Le Norme tecniche, infatti, non sono definite per mero gusto di dare delle regole noiose ma proprio per garantire la minimizzazione del rischio a cose e persone. Un esempio nel campo delle aree gioco può essere rappresentato dalla figure seguenti.

A chi non viene paura all’idea che il proprio figlio o nipote possa trovarsi in una situazione simile?

Ecco per quale motivo il Normatore definisce, con metodi precisi, quali sono le specifiche di sicurezza da seguire perché il rischio di una situazione di pericolo venga minimizzato. Badate bene: non abbiamo purtroppo la certezza di annullare il rischio. Ma, seguendo le regole di corretta progettazione, di corretta produzione, di corretta manutenzione e di corretto utilizzo, le probabilità di incidente diventano quasi nulle.

Posto quindi che, nella ricognizione aresina, abbiamo potuto verificare che le strutture erano adeguate alle Normative quando sono state prodotte, cosa ha provocato il nostro sdegno (e quello di chi ci ha chiesto aiuto nel verificare la situazione)? Risulta chiaro a chiunque abbia visitato le aree: la mancanza di una manutenzione strutturata delle aree stesse. Ecco per quale motivo, diventa di grande importanza il capire la Norma UNI EN 1176-7 che si occupa proprio di questo argomento.

Cosa dice la UNI EN 1176-7?

La Norma prevede che il proprietario dell’impianto disponga di un piano corretto per regolari ispezioni contenente sia le parti da controllare durante le diverse ispezioni, sia le procedure da seguire. Le ispezioni dovrebbero essere svolte ad una frequenza non inferiore a quella consigliata dal produttore.

Se, durante un’ispezione, fossero scoperti gravi difetti che potessero mettere in pericolo la sicurezza dei bambini, questi devono essere immediatamente eliminati. Nel caso non fosse possibile, occorrerà escludere l’impianto dall’utilizzo dei bambini tramite la delimitazione del sito con barriere artificiali, lo smontaggio dell’attrezzatura oppure ancora la chiusura del parco. Se una componente dell’impianto deve essere smontata, occorrerà eliminare anche gli ancoraggi al suolo o limitare l’area perché non possano entrare i bambini.

La Norma prevede anche diversi tipi di ispezione:

  • ispezione di routine per identificare danni da usura, da vandalismo o dovuti ad eventi naturali (settimanale ma, in casi particolari, potrebbe essere anche quotidiana)

 

  • ispezione operativa, più dettagliata e pignola (trimestrale ma potrebbe essere anche mensile): questa ispezione dovrebbe prevedere regolazione di viteria, rimessa a nuovo di strutture in legno usurate, manutenzione di superficie di assorbimento, lubrificazione, pulizia e sgombero di foglie o oggetti pericolosi, manutenzione delle etichette con le indicazioni operative...

 

  • ispezione principale annuale per garantire che il livello di sicurezza generale si coerente con le Norme UNI EN 1176; quest’ultima dovrebbe essere svolta da personale competente che verifichi con le giuste procedure ed attrezzature che ogni struttura sia conforme alla Norma che le compete

Occorre inoltre documentare le ispezioni in maniera adeguata e tenere un registro con il certificato originale, le procedure di ispezione e di manutenzione, le istruzioni operative originali del produttore, tutte le ispezioni condotte durante l’esistenza della struttura e da chi e, infine, eventuali disegni e documenti specifici relativi all’area in questione.

Sull’area si consiglia di segnalare in maniera chiara la conformità dell’area, eventuali numeri di telefono di emergenza, il numero di telefono del personale che manutiene l’area, il nome e l’indirizzo dell’area stessa e ulteriori eventuali informazioni di interesse.

Consigli ai genitori aresini

Ecco, dopo avere constatato che parte dei parchi gioco aresini non sembrano sicuri, quali consigli possiamo darvi? Iniziate a considerare che, sebbene la responsabilità principale ricade sul gestore e sul produttore, non volete certo prendere dei rischi con i vostri figli e nipoti quindi assicuratevi di far giocare i bambini sono in strutture ad essi destinate, evitando che le usino in maniera impropria (un esempio: scendere di testa dallo scivolo!).

Anche se l’attrezzatura sembra nuova, controllate le condizioni del terreno circostante, che esistano adeguate sponde di protezione e che non ci siano punti e angoli taglienti o parti di legno scheggiate.

Evitate l’utilizzo di attrezzature che presentino parti rotte o mancanti e segnalate i danni ai responsabili della struttura chiedendo un pronto intervento.

Sorvegliate i bambini e fate sì che non indossino capi che potrebbero impigliarsi nelle attrezzature: non per preoccuparvi ma eviteremmo sciarpe, giubbotti dotati di lacci, zaini...

Ma, soprattutto, se l’area giochi non vi sembra sicura, lamentatevi con il gestore ed evitatela. Ad Arese ci sono parchi gioco in buone condizioni ed è inutile rischiare un incidente per evitare di fare due passi in più.

 

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