IN MERITO AL "PROTOCOLLO MIGRANTI" CI VUOLE CHIAREZZA.

 

(22/05/2017) In merito alla questione richiedenti asilo e protocollo firmato dal sindaco Palestra credo che sia necessario cercare di fare chiarezza.

in questi giorni il sindaco ha cercato di far passare la notizia che tramite l'accordo sottoscritto in prefettura i sedicenti profughi che il comune di Arese dovrà ospitare saranno al massimo 26.

A tal proposito, a dimostrazione di questa tesi viene citata la c.d. "clausola di salvaguardia" presente nel protocollo in grado di abbattere del 50% in numero di migranti da ospitare.

Tuttavia, per comprendere come davvero stanno le cose basta leggere il testo sottoscritto dal sindaco dove si legge che l'impegno per i comuni delle zone omogenee è quello di accogliere entro il 31/12/2017 un numero di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale in proporzione alla popolazione residente e come indicati in una tabella allegata.


ebbene, quella tabella, per la zona omogenea Nord ovest è indicato un totale di 864 persone.

Un numero complessivo che per matematica si ottiene sommando le singole cifre intere attribuite ad ogni signolo comune. Ed ad Arese, in quella tabella, sono attribuiti 52 posti.

Pertanto, i comuni del NORD OVEST si sono obbligati ad accogliere sui loro territori 864 persone entro il 31/12/2017 e se il Comune di Arese ne ospiterà solo 26, altri comuni dovranno assorbire quella differenza. Se tutti i comuni si fermassero al 50% delle quote loro attribuite (Come vorrebbe far credere il Sindaco) appare evidente che non potrebbero garantire l'impegno assunto in quanto verrebbero ospitate solo 432 persone (contro 864).


La c.d. clausola di salvaguardia

A differenza di quanto vorrebbero far intendere coloro che hanno sottoscritto quell'accordo la clausola di salvaguardia non deroga in alcun modo all'impegno assunto di “accogliere entro il 31/12/2017" il numero di 864 richiedenti asilo”.

La famosa clausola prevede che la prefettura si impegna a:



 

Quello che sfugge (o non vuole essere comunicato) è che il servizio SPRAR (gestito su base volontaria dagli enti locali) è cosa differente rispetto al CAS (Centri di accoglienza straordinari gestiti tramite bandi della prefettura senza alcun coinvolgimento degli enti locali) .

Non a caso nel protocollo si precisa che le unità abitative che il Comune si impegna a recuperare saranno inserite all'interno dello SPRAR (presumibilmente tramite città metropolitana come ente locale che chiederà l'attivazione sulla base volontaria entro il 31/12 ) e del CAS (tramite i bandi della prefettura).

Una volta che il Sindaco Palestra avrà individuato sul Territorio di Arese delle abitazioni (immaginiamo quante!!) dovrà comunicarlo immediatamente alla prefettura al fine della successiva selezione di operatori economici idonei alla gestione del servizio da parte della Prefettura (e quindi CAS) o città Metropolitana (e quindi tramite partecipazione al progetto SPRAR di ANCI)

Ed è giusto anche ricordare che anche la prefettura potrà individuare immobili sul territorio comunale (ovviamente sempre nei limiti della quota totale di 56 posti) da inserire nel circuito di accoglienza diffusa voluto dal sindaco.

I Comuni che avranno raggiunto (tramite accoglienza già avvenuta) il 50% dei posti indicati nella tabella (ossia i famosi 26 posti nel caso di Arese) saranno esclusi da nuovi futuri bandi CAS ma questo non toglie  il dovere (in funzione dell'accordo sottoscritto) di arrivare a garantire tramite SPRAR il numero complessivo di migranti ospitati sul loro territorio per assicurare la cifra complessiva di 864.

Inoltre, si consideri che i bandi SPRAR possono essere presentati in qualsiasi momento dagli enti locali (tra cui città metropolitana) ma le domande sono valutate due volte l’anno.

Le domande presentate entro il 30 settembre di ciascun anno possono essere esaminate dal ministero ai fini della pubblicazione delle graduatorie per l'ammissione al finanziamento con decorrenza dal 1 gennaio dell'anno sucessivo e le domande pervenute entro il 31 marzo di ciascun anno possono essere esaminate ai fini della pubblicazione delle graduatorie per l'ammissione al finanziamento con decorrenza dal 1 luglio successivo.

Il comune di Arese ad oggi non ha attivato alcun progetto sprar e anche quello gestito da Sercop (presentato nei termini del 31 marzo e quindi attivabile da luglio) non ha individuato alcun immobile sul territorio aresino.

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Tramite Sercop sono state individuate 15 strutture sul territorio dei vari comuni: 21 nuclei , 34 singoli per un totale di 55 posti

Settimo milanese - 11 posti  (7 nuclei e 4 singoli)

Barbaiana di Laiante - 5 posti singoli

Rho 22 posti  (3 nuclei 4 singoli 4 nuclei 3 nuclei, 4 nuclei, 2 singoli, 2 singoli)

Bettolino di Pogliano - 4 singoli

Pregnana Milanese - 5 singoli

Vanzago 8 singoli

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Di riflesso, appare evidente che entro il 31/12/2017 il Comune di Arese non potrà aver "attivato" il servizio SPRAR sul suo territorio e che l'eventuale richiesta di adesione con immobili sul territorio comunale (attivabile dal 1 gennaio 2018) dovrà essere presentata entro il 30 settembre 2017 (anche tramite città metropolitana).

Si ricorda che gli immobili non devono essere necessariamente privati e la Caserma dei Carabinieri di VIa Resegone una volta costruita la nuova caserma in zona Monte Grappa potrà essere adibita dai nostrani buonisti all'accoglienza tramite SPRAR con la felicità di tutta Arese.

A differenza di quanto vorrebbe far intendere il Sindaco, se non si troveranno immobili privati sul territorio di Arese (in virtù dell'impegno assunto dal sindaco) la prefettura (constatato il mancato adempimento dell'impegno) potrà inviare direttamente sedicenti profughi sul nostro territorio tramite CAS (anche in virtù dell'impegno sottoscritto dal Sindaco Palestra).

Invero Il testo indica che “laddove la Zona omogenea non abbia raggiunto l'intera quota stabilita, l'esclusione dai bandi di cui all'art.2 comma 3, opererà solo per i comuni che abbiano già provveduto all'accoglienza di un numero di richiedenti protezione internazionale nella misura del 50% della quota indicata nelle tabelle allegate al presente accordo”.

Come è facile intuire l'esclusione da quei "Bandi" sarà operativa solo per quei comuni che avranno già provveduto all'accoglienza (e non solo manifestato l'impegno di farlo) e ragionevolmente solo per i nuovi bandi CAS che saranno eventualmente pubblicati dalla prefettura e non per quelli già pubblicati e definiti.

Domandiamoci pertanto: Ma per caso ci sono bandi già pubblicati e scaduti al fine di attivare CAS sul territorio della Provincia di Milano fino al 31/12/2017?

Guardando sul sito della Prefettura di Milano nella sezione “bandi” si scopre che la prefettura ha già provveduto alla pubblicazione del bando per 5.000 migranti assegnati ed in arrivo nella provicia tramite  CAS “servizi di accoglienza a favore di cittadini richiedenti protezione già assegnati ed in in arrivo nel territorio della provincia di Milano per il periodo 01/03/2017-31/12/2017” con opzione di proroga dal 1 gennaio 2018 al 31 ottobre 2018 con una previsione di spesa pari a 114.075.000,00 Euro

Tale bando, datato dicembre 2016 si è concluso nel mese di aprile 2017 con la partecipazione di numerosi soggetti del mondo delle cooperative che hanno offerto strutture e servizi dislocati sul territorio della provincia di Milano .

Un'altro bando per l'accoglienza dei minori non accompagnati è stato pubblicato il giorno prima della sottoscrizione dell'accordo. Altri bandi sono stati pubblicati per la gestione delle caserme di milano.

Quindi, a rigor di logica, fino al 31/12/2017 non ci dovrebbero essere altri bandi da parte della Prefettura per CAS.  Pertanto, se così fosse, sarebbe chiara anche l'inutilità sostanziale “della clausola di salvaguardia” in quanto ormai il bando 2017 per 5.000 posti nella provincia di Milano è stato pubblicato ed aggiudicato fino a fine anno (con possibilità di rinnovo) senza alcuna esclusione a favore di qualche comune.

Ovviamente ad oggi, per la solita italica trasparenza, non è dato sapere in quali comuni e quanti soggetti  saranno ospitati tramite questo bando da 5.000 persone.

A ben vedere se per assurdo in quei progetti CAS ci fosse una struttura individuata sul territorio di Arese, in grado di ospitare 56 persone la prefettura potrebbe semplicemente comunicare dove si trovano questi stabili e inviare i relativi richiedenti asilo, rispettando totalmente l'impegno assunto dal Comune di Arese che a quel punto non potrebbe fare altro che prenderne atto del rispetto degli impegni assunti dal nostro sindaco. 

Stesso discorso per tutti gli altri comuni.

Infine, cosa accadrà in caso di aumento "straordinario" dei flussi migratori?

Anche perché a guardare i dati pubblicati dal ministero appare evidente che i flussi sono in evidente aumento + 47,54% , nell'ultimo fine settimana sono sbarcate oltre 4.600 persone

 

Semplice, si provvederà ad adeguare le stime, .... aumentando il numero dei soggetti ospitati anche nel comune di Arese.

 

Che dire, per fortuna dovevano essere 10 ... e tutti selezionati (ossia solo titolari di asilo e non la massa di richiedenti asilo di cui oltre il 60% non ha alcun diritto).

Grazie Sindaco, grazie PD, grazie patto civico.

Massimiliano Seregni